Fabio Frabetti Poichè tutto è ricominciato come prima, se non peggio, mi sembra giusto rileggere la lettera che alcuni collaboratori di Rai Tv3 ci hanno inviato a fine luglio. Molti mi sembrano che non l'abbiano letta, è una sorta di guida per capire bene come vengono costruite le puntate, con quale criterio, contenuto e finalità. Rileggiamola insieme:
CHI L’HA VISTO? è un programma che dovrebbe cercare gli scomparsi.
Ma, in realtà,da CHI L’HA VISTO? si fugge. Succede da quando Federica Sciarelli ha trasformato la trasmissione in suo feudo personale. Lo scorso anno l’autore storico Pier Giuseppe Murgia, che aveva guidato il programma per quasi vent’anni facendolo diventare un esempio di TV estremamente rigoroso e l’emblema vero di una televisione utile, si è dimesso disgustato a quanto pare dalla china di sensazionalismo senza logica verso la quale la Sciarelli stava facendo scivolare il programma. Murgia era stato sostituito da altri tre autori più il braccio destro della Sciarelli, Giuseppe Rinaldi.
Ma ciò che è diventato particolarmente drammatico dopo l’abbandono di Murgia è stata l’eliminazione immediata dei migliori registi e inviati che avevano qualità non comuni:
infatti Murgia chiedeva che i registi fossero oltre che capaci tecnicamente e narrativamente, anche psicologi e sociologi. Ma alla Sciarelli e Rinaldi interessava solo che non disturbassero il manovratore. Sono stati così fatti sparire dalla trasmissione Filomena Rorro e Fiore De Rienzo (che rischiavano di essere più apprezzati dal pubblico della stessa conduttrice-neoautrice). Poi Enrico Compagnoni e Franco De Chiara, che avevano troppo senso critico e disturbavano, forti della loro professionalità, l'ormai diffusa faciloneria mistificatrice che avvolgeva il programma.
E ancora Ilaria Mura e Giuseppe Bellecca (quello stesso che, unico, aveva scoperto dal primo momento cosa c’era dietro il delirante gruppo delle Bestie di Satana). E poi due inviate di talento (Lucilla Masucci e Raffaella Notariale, quella che aveva scoperto le foto e i documenti dell’incredibile sepoltura del boss della Banda della Magliana in una basilica del Vaticano. E che aveva raggiunto e convinto a parlare per giorni interi Sabrina Minardi, l’amante di De Pedis, scoprendo clamorosi segreti due anni prima che ci arrivasse la giustizia).
Ma non solo sono spariti i migliori registi. Anche la redazione ha avuto le sue vittime. Tutte quelle che avendo conosciuto un altro CHI L’HA VISTO? non si capacitavano del clima che si stava instaurando in quella che era stata una vera nicchia di serietà e di solidarietà autentica per i casi trattati.
Anche la scrupolosa produttrice esecutiva, troppo scrupolosa, è stata messa da parte.Questo accadeva l’anno scorso.
Per un anno intero sono stati lasciati sparire dieci tra i migliori elementi della Rai, senza che nessuno si scandalizzasse o intervenisse. Poi durante questa stagione 2009-2010 lo scandalo e il patatrac sono proseguiti.
Sciarelli e Rinaldi hanno subito cominciato a prendere decisioni per proprio conto, causando l'abbandono degli altri tre autori, sfiniti da un clima che non potevano più digerire ed accettare.
Oltre ai nuovi autori anche tanti altri inviati, redattori e curatori sono scappati per non voltarsi più, dopo aver vissuto esperienze allucinanti.
Tra registi-inviati, autori, produttori esecutivi, curatori, programmisti ed operatori, circa 30 (trenta) persone hanno deciso di separare i propri destini dal programma e dalla coppia Sciarelli-Rinaldi che ne ha preso le redini.Altri che ancora restano, sono sotto osservazione stretta.
Chi aveva osato, a suo tempo, esprimere dubbi o critiche, viene costretto ad una autocritica pubblica.
L’arbitrio assoluto sembra regnare incontrastato in uno storico programma della terza rete, quella, per di più, ad alta vocazione di servizio pubblico.
Cosa dicono i dirigenti dell’azienda, a tale proposito?
Una cosa è certa, non possono continuare a far finta di non sapere.
In diverse occasioni avrebbero affermato che non possono fare nulla. Perché?
Certo, la Sciarelli è stata protetta da Francesco Cossiga, per dichiarazioni ripetute dello stesso “presidente emerito”, uomo che ha avuto ampi poteri e conosciuto segreti che spaziano dal Ministero degli Interni alla Presidenza del Consiglio, alla Presidenza della Repubblica.
Cossiga aveva anche fatto diventare tanti anni prima la giovane Sciarelli Cavaliere della Repubblica.
Ma oggi lei disconosce Cossiga. Da Maurizio Costanzo recentemente ha detto che con Cossiga “non ho mai preso neanche un caffè”.
La mancata riconoscenza non è certo il peggiore dei suoi difetti. Ma perché in Rai tutti hanno paura della Sciarelli e non intervengono nemmeno quando le combina grosse?
Come quando è dovuta intervenire la Commissione Parlamentare di Vigilanza dove l’uso che la Sciarelli fa della trasmissione è stato definito sia dai rappresentanti del governo che dell’opposizione con queste parole: “Conduttori che ritengono di poter utilizzare un programma come proprietà privata –mentre invece è servizio pubblico- incitando al populismo televisivo con il quale si chiede appoggio e sostegno ai telespettatori tramite comunicazione informatica.
Tutto questo è assolutamente inaccettabile.” E ancora: “ Questa Commissione non potrà ritenersi soddisfatta se nella prossima puntata della trasmissione Chi l’ha visto? non verrà dato conto dell’errata informazione fornita a più riprese dalla conduttrice.”Che il programma si sia trasformato in una copia drammaticamente farsesca di ciò che era stato un tempo, non sembra esserci dubbio.
Basta leggere i commenti pubblicati nel sito “Ritroviamo chi l’ha visto? su Facebook, con oltre 1160 iscritti, che su questa iniziativa ci hanno messo nome e volto.Ma passiamo ai contenuti. CHI L’HA VISTO? rappresentava uno degli esempi più importanti della televisione di servizio. Il programma, che oltre ad essere stato uno strumento utile per la vita di tante persone in difficoltà costituiva anche un prezioso osservatorio sulle mutazione operanti nella nostra società, in cui la solidarietà veniva combinata continuamente con la comunicazione, si è trasformato in poco tempo in uno strumento dedicato alla caccia accanita contro ipotetici colpevoli, spesso fabbricati per un tornaconto mediatico o addirittura personale.
Supposti criminali individuati da giudici molto particolari: gli autori del programma trasformato a loro immagine e somiglianza. Qualcosa di simile alla patetica riproduzione di un “Masaniello sgrammaticato del terzo millennio”, che oltre ad ignorare totalmente le garanzie e l’elementare portato di ogni civiltà giuridica, cerca facili consensi nelle pulsioni più basse del pubblico televisivo. Un pubblico trasformato all’occasione in un’orda anonima, assetata di giustizia sommaria, che dovrebbe incitare i suoi eroi come fossimo ai tempi dell’Anfiteatro Flavio.
Restò celebre la puntata in cui la conduttrice, con la vipera tatuata sul braccio, chiese al pubblico in studio se fosse favorevole al trasferimento della salma di De Pedis dalla Basilica di Sant’ Apollinare, facendo alzare loro le mani per votare.In galera, in galera! ripete spesso dai microfoni la conduttrice che si sente un cavaliere senza macchia e sembra aver l’aria di non fermarsi davanti a niente e nessuno: siano magistrati, sindaci, Commissioni Parlamentari di Vigilanza, familiari degli scomparsi o colleghi giornalisti fuori dal coro.
Ma è davvero così? Un avvocato di Messina, in conflitto con la moglie per l’affidamento dei figli, è finito assassinato dal suocero davanti al figlio di tre anni. L’avvocato era stato a lungo al centro della gogna mediatica di Sciarelli&Company: l'uomo era stato associato ad accuse molto gravi tra cui quella di aver obbligato i suoi figli ad assistere ai rapporti sessuali con la sua nuova compagna. Circostanze risultate false. Il tragico epilogo della storia, naturalmente, è stato coperto da un totale silenzio.
Anche il padre di Ciccio e Tore Pappalardi, finito in carcere, accusato ingiustamente dell’omicidio dei suoi due figli, ha pagato pesanti prezzi per le iniziative colpevoliste dei nostri eroi, coordinate con quelle altrettanto strabiche dell’ex capo della Squadra Mobile.
Il dirigente della Squadra Mobile di Bari, almeno, è stato trasferito, mentre la conduttrice del programma è stata promossa.
Che dire poi della storia di Angela Celentano? I genitori di Angela non partecipano più al programma dopo che si è voluto dar credito e risalto ad una lettera anonima che segnalava la falsa e inesistente pista di un rumeno accusato di pedofilia.
Pensate: un terno al lotto per la giustiziera: un rumeno e per di più pedofilo.
Peccato che già si sapesse che la pista era completamente fasulla.
Ma che conta la verità davanti ad un ipotetico scoop?
Quante zingarelle per la Sciarelli erano Angela Celentano o Denise Pipitone…. E lei pronta a gridare: Fermatele, filmatele!
(E’ interessante notare che questa Sciarelli, campionessa di etica e di senso di responsabilità, fa parte dei probiviri di quel consiglio dell’Ordine dei Giornalisti che commina sanzioni a chi commette violazioni etiche nell’esercizio della professione).
Per vendere meglio il prodotto, la sciagurata coppia che quest’anno s’è impossessata della trasmissione, ha teso a confondere i resti animali trovati durante uno scavo con quelli di una bimba sparita tanto tempo fa. Pensate: trovati in diretta!
Gli esempi della degenerazione sarebbero infiniti.
La trasmissione era scivolata in questa stagione addirittura al 6 (sei) per cento di share.
Roba inaudita per una prima serata e per un programma che nella sua storia aveva toccato anche punte del 20 per cento. Poi è intervenuta la tragica e sconvolgente scoperta della povera Elisa Claps nel sottotetto di una chiesa a salvare, col costo della sua tragedia, l’auditel inabissato del programma.
“Chi l’ha visto?” si era occupato del caso di Elisa fin dal momento della scomparsa e da subito individuò in Danilo Restivo il responsabile della sua fine.
Lo avevano detto e ripetuto per anni tutte le conduttrici, dalla Raffai alla Milella, da Marcella De Palma alla Poggi.
La Sciarelli è tornata davvero molto spesso sul caso Claps ma – come ogni telespettatore attento ha potuto notare – quasi come se la sfortunata Elisa fosse strumento per faide interne della Procura di Potenza e lei se ne facesse portavoce mediatica con grande insistenza. Fino a rilanciare in maniera subdola una tesi diffamatoria incredibilmente delirante: dietro la sparizione del corpo di Elisa ci sarebbe stato il marito del magistrato Felicia Genovese, che si sarebbe servito di amici della ‘ndrangheta per far sciogliere il corpo di Elisa in un bidone d’acido in un cascinale di campagna.
Un’intuizione da grande giornalista, come si conviene alla TV che lei ha in mente.
Per colmare la misura, la Sciarelli ha fatto anche pedinare un altro giornalista colpevole di aver dato spazio sul giornale locale alla versione del marito della Genovese, quello che la Sciarelli aveva tartassato con inquietanti ed insistite accuse.
Va sottolineata anche la delicatezza che adopera la Sciarelli nell’affrontare la tragedia della sedicenne Elisa. Basta guardare l’ultima puntata di quest’anno, quella del congedo: 12 luglio 2010. La Sciarelli apre la puntata con l’immancabile “scoop” (già raccontato da tutti i giornali e dalle TV). Lo scoop è “il liquido seminale” trovato su un materasso vecchio e sporco nel sottotetto della chiesa. La conduttrice-autrice lo annuncia con enfasi. Non importa se con Elisa forse non c’entra niente. Il liquido seminale è proprio un’esca per il pubblico e la Sciarelli ripete continuamente che c’è questo “liquido seminale” e ci mostra infinite volte il materasso con sopra il logo di Chi l’ha visto? Una fantastica esclusiva. C’è la madre della povera Elisa in collegamento accanto al figlio Gildo. Filomena Claps è sofferente e combattiva, la Sciarelli mostra ripetutamente quel materasso dove c’era il liquido seminale e adesso c’è il logo di “Chi l’ha visto?” che ne fa possesso esclusivo. Ed ecco arrivare di rinforzo un filmato rozzo e greve di Loreto Carbone dove il liquido seminale diventa sperma. Tante volte viene sottolineato che è stato trovato lo sperma su quel materasso timbrato col logo.
Si parla di amplessi squallidi tra preghiere e comunioni. E la Sciarelli si chiede: Sarà di due giovani o di due adulti? E avverte che tutti a Potenza adesso tremeranno, perché potrebbe essere di chiunque. Le famiglie avranno paura, meglio che il proprietario del liquido si faccia avanti. C’è liquido anche su uno strofinaccio, che schifo. Ma non c’abbiamo la foto.
Così non ci può mettere il logo di Chi l’ha visto. Che viene sbattuto dappertutto. Sulle foto del sottotetto, non importa se di proprietà del TG regionale, ci va sopra il logo.
Quel logo – una presa di possesso- è una vera ossessione. In una puntata precedente è stato sbattuto perfino su un bambino. L’orecchio del bimbo si era trasformato nel logo del programma.
La proprietaria di Chi l’ha visto più che delle persone sembra preoccuparsi di quelle vicende che possono portarle clamore e successo personale. Agli scomparsi che rischiano la vita per malattie o fragilità psichica vengono dedicate notiziole veloci. Sei-sette alla volta, per pochi secondi, con modalità che ti fanno confondere le facce e i dati: trovarli è praticamente impossibile.
Ma ai politici che possono essere utili per la carriera quanto spazio!
Il 5 luglio scorso, con la scusa che si occuperebbe degli scomparsi e anche per rimediare a un intervento arrogante del suo braccio destro Rinaldi durante una conferenza stampa del Ministero degli Interni, la Sciarelli ha dato un enorme spazio al sottosegretario agli interni Mantovano. Tra l’altro fresco della decisione di protezione negata allo scomodo pentito Spatuzza. Ebbene il risultato dell’iniziativa è stato una specie di lungo spot per il Governo. La Sciarelli è arrivata ad affermare che il Governo è stato l’unico a darsi molto da fare per risolvere i problemi degli scomparsi. Dimenticandosi completamente che tali iniziative erano state invece avviate nella precedente legislatura, nella quale l’onorevole Rosa Villecco Calipari ed altri avevano svolto un ruolo fondamentale. Del resto la stessa onorevole era già stata dimenticata e scavalcata su un altro caso che aveva preso particolarmente a cuore, quello di due bambine, Saira e Amida, rapite dal padre in Tunisia. La Sciarelli aveva voluto in trasmissione Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri del Governo Berlusconi.
Ma dimenticare velocemente per utilizzare i vincenti è un classico.
In Rai si racconta che appena il Direttore Paolo Ruffini era stato sostituito con Antonio Di Bella, la Sciarelli avrebbe sottolineato la sua amicizia con lui, prospettando nuove opporunità per aumentare la sua influenza sul programma.
Immaginiamo che adesso avrà telefonato velocissima per congratularsi con il riconfermato Ruffini.Paolo Ruffini, per il quale due sentenze del Tribunale hanno ordinato il reintegro alla direzione della terza rete, ha dichiarato recentemente di essere una persona con la schiena diritta. Risolva dunque questa vicenda che ormai crea grande imbarazzo, non solo a Viale Mazzini ma anche tra migliaia e migliaia di telespettatori annichiliti da un tale degrado.
Se nulla accadrà, sarà lecito porsi il seguente interrogativo:
Quale oscura entità
continua a coprire
questa perniciosa deriva?Un gruppo di collaboratori di Rai TV3
** La lettera termina con questo interrogativo. Ad alcune di queste considerazioni sulle pagine FB ha risposto nei mesi scorsi un misterioso personaggio che si celava dietro il nome "Redazione Chi l'ha Visto". Sosteneva come erano stati gli ex inviati a rifiutare lauti ingaggi e quindi ad andare via di loro spontanea iniziativa. Ognuno tragga le proprie conclusioni. Certo sapere che altre trenta persone se ne sono volute andare qualcosa vorrà pur dire!