L’idea nacque dal programma “Posto pubblico nel verde” ideata da Lio Beghin in onda su Raitre.
Si trattava di una trasmissione che si occupava di solidarietà. In una delle sue puntate si occupò a sorpresa della scomparsa di un agente della Guardia Di Finanza: si scatenò un imprevisto interesse nel pubblico e le segnalazioni furono cosi tante che Beghin decise di trasformare quell’idea in un programma, “Chi l’ha visto”. Un nome non nuovo nel panorama giornalistico italiano: così infatti si intitolava la famosa rubrica della “Domenica Del Corriere”. La prima versione di Chi l’ha Visto, datata 1989, era però molto diversa da come la conosciamo oggi: i filmati erano realizzati con degli attori che ricostruivano i casi di scomparsa con l’ausilio del racconto dei familiari. Questi ultimi in alcuni casi facevano essi stessi gli attori.
Dopo la prima edizione Beghin decise di lasciare la trasmissione. Sarà la stessa Donatella Raffai ed il direttore di rete Guglielmi a volere fortissimamente Piero Murgia come nuovo autore del programma: all’epoca Murgia era uno dei migliori sceneggiatori della Rai. Aveva realizzato molti film-documento che avevano partecipato, spesso vincendole, a numerose rassegne internazionali. Era una figura molto stimata in Rai: appena nacque Raitre, dieci anni prima, Murgia era stato subito voluto per realizzare alcuni sceneggiati. Appena arrivò a Chi l’ha visto Murgia, che in passato aveva proprio lavorato con Beghin e da lui stesso suggerito come suo successore, decise di cambiare radicalmente la formula del programma facendolo diventare quell’amato e imperdibile appuntamneto che tutti conosciamo, almeno fino al 2006 quando su indicazioni provenienti dai vertici aziendali Federica Sciarelli divenne anch’essa autrice della trasmissione.
Nei primi anni ’90 fu richiamato a Raiuno per la realizzazione della nuova edizione de “La Piovra”. Qualche mese più tardi fu di nuovo la stessa Raffai a volere fortissimamente il ritorno di Murgia alla guida di Chi l’ha Visto con la minaccia di andarsene se non fosse tornato. Murgia quindi tornò al timone del programma. I meriti della grande sinergia che negli anni si era creata per la realizzazione della trasmissione vanno però anche attribuiti ad Adriano Catani, il produttore Rai di Chi l’ha Visto: una persona che è sempre stata descritta come un grande professionista, sensibile e che non si è mai permesso di intromettersi nelle singole scelte degli autori.
“Posto pubblico nel verde”, oltre al caso della guardia di finanza, si occupò anche della scomparsa di due giovani donne, una minorenne e la sua insegnante, ritrovate grazie al servizio sulla loro fuga. I centralini del programma furono intasati dalle telefonate del pubblico che segnalavano avvistamenti lungo un percorso talmente preciso che furono ritrovate nel giro di pochi giorni. Sapete chi aveva realizzato i due servizi antesignani di Chi l'ha visto? che tanto avevano coinvolto il pubblico? Fiore De Rienzo! Allora, insieme alla Raffai, Jolly di tutte le trasmissioni di Lio Beghin. Chi l'ha visto nacque quasi per necessità. Angelo Guglielmi, grandissimo direttore di Raitre, da poco arrivato alla guida della rete, decise di chiudere un altro programma di Lio Beghin, un programma bellissimo, che pochi ricordano: Filò. Lo conducevano Donatella Raffai e Fiore De Rienzo. Costava troppo, durò quattro puntate. Per riempire il vuoto di programmazione, Lio Beghin in brevissimo tempo mise in cantiere Chi l'ha visto?. La struttura del programma era diversa: prevedeva un caso principale descritto con veri e propri minifilm e altri due svolti per lo più con dei collegamenti in diretta dalle case degli scomparsi. La prima puntata fu condotta da Donatella Raffai e Paolo Guzzanti, con la presenza in studio di Fiore De Rienzo che aveva realizzato la prima inchiesta filmata. Il successo del programma fu tale che dall'edizione successiva Beghin fu costretto a sdoppiare il programma, con due appuntamenti settimanali uno dei quali, l'anno dopo, fu affidato a Piero Murgia...